Violenza sessuale ed Investigare Privato

Il campanello d’allarme deve suonare subito!


Leggo dell’ennesimo caso di violenza sessuale sui giornali e il risentimento, la rabbia, l’indignazione prevalgono sopra ogni altro stato d’animo. Il mio mestiere mi ha portato, ahimè, diverse volte ad interessarmi a casi di stalking e molestie, in verità non solo ai danni del genere femminile, anche se ne rappresenta pur sempre la maggioranza.

Aldilà di quella che è la mia consulenza lavorativa, leggo sempre negli occhi di chi si trova a subire simili traumi, un atteggiamento dimesso, fragile, totalmente inibito e pur mantenendo la mia tempra di professionista al servizio del cliente, spesso mi è capitato, a freddo, di ripensare al dolore ed allo spavento letto negli occhi di chi mi chiede aiuto.

Il mestiere dell’investigatore privato è sempre stato un lavoro affascinante ma anche molto delicato. Il contatto diretto con le persone, il ruolo quasi di “confessore” che ci si trova a ricoprire, la pazienza e la tenacia che bisogna avere per andare fino in fondo ad un problema, ci inquadra quasi un un’aura al di sopra dei fatti, degli eventi, ma mantenere il sangue freddo non è gioco da poco.

Non ci è concesso emozionarci, farci coinvolgere, ma soprattutto non ci è concesso “parlare” per preservare la privacy di chi ci dà fiducia, potrei anche azzardare un preservare i “segreti” di chi necessita del nostro aiuto.

Il mestiere dell’investigatore privato è qualcosa che bisogna amare, devi in qualche modo fare tuoi i casi che ti vengono affidati, restandone sempre un passo fuori, che si tratti dalla big Company che ti affida la sicurezza del proprio patrimonio aziendale o del piccolo privato che vede in te l’unica ancora di salvezza per uscire fuori dal tunnel dei dubbi, delle incertezze che corrodono dentro fino quasi a farti perdere il senno.


Le violenze carnali, che ultimamente stanno riempiendo le pagine dei giornali, quasi a sembrare un’epidemia dilagante, sono in realtà solo una parte di ciò che accade. Recentemente l’Istat ha infatti evidenziato come solo il 7% delle violenze subite venga denunciato. Stando ancora ai dati ufficiali, i numeri sono decisamente disarmati, si parla di circa 11 stupri al giorno, ovvero più di 4.000 l’anno.

Quando mi viene richiesto di intervenire per un caso di molestie (che tante volte vengono sottovalutate), evidenzio subito al mio cliente l’importanza e la delicatezza della situazione, nonché la tempestività con cui è necessario agire: i fatti potrebbero degenerare da un momento all’altro.

Il mio mestiere mi ha fatto prendere in analisi diversi di questi casi, ognuno con la propria storia, le proprie motivazioni, i propri perché, ma tutti accomunati dallo stesso sguardo ignaro ed indifeso.

Il compito di un detective non è solo quello di risolvere una problematica, di svelare l’arcano, spesso c’è anche quello di prevenire che il fatto degeneri.

La difesa di una donna in difficoltà restituisce non solo il sorriso a chi è vittima di molestie, ma anche a chi, come noi, riesce a regalare quel sorriso.

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